Attentato a Istanbul, il terrorismo come ce lo fanno vedere

Attentato a Istanbul. Ieri, a pochi minuti dall’attentato in piazza Sultanahmet, nel cuore turistico della capitale turca, neanche avevano spento il fuoco che il presidente Erdogan già affermava si trattasse di un atto terroristico ad opera di siriani (cittadini o profughi, poco importa).
Davvero notevole l’efficienza degli investigatori turchi… così come l’immediata disposizione di censura totale della stampa; almeno quella di casa sua la può gestire così, quella straniera gli tocca lavorarsela per via diplomatica.

Oggi viene fuori invece che il kamikaze era un saudita passato per la Siria (via Iraq o Giordania) e poi arrivato in Turchia, dove ha chiesto asilo come rifugiato.

Il “reuccio” Erdogan si era subito affrettato a dare del siriano all’attentatore… un po’ come dare dell’italiano ad un immigrato sbarcato a Lampedusa e che poi se ne va in Germania a farsi esplodere, insomma. Continue reading

Ci sparano addosso, noi ci indigniamo

In un momento critico per la sicurezza interna e dell’intera comunità occidentale, le contromisure che il governo italiano è intenzionato a prendere per fronteggiare l’escalation di terrore del sedicente Islamic State sono state pubblicamente dichiarate dal ministro Gentiloni: “ora serve un impegno politico straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità”.

Ci sono volute decine di pubbliche decapitazioni da parte di folli terroristi, attentati in giro per l’Europa, minacce urlate sul web al grido di una guerra santa ormai bella che cominciata da anni, morti su morti, terrore al di là dell’immaginabile. Tutto questo è servito perché la nostra politica si esprimesse in questi termini annacquati. Continue reading