Pupazzi e Pupari

Era da tanto che non imbrattavo queste pagine, e in questo periodo mi sono spesso chiesto quale fosse un argomento interessante da condividere con voi. In realtà non è che mancassero le idee, da queste parti, ma ho voluto lasciar correre un po’ d’acqua sotto i ponti, scegliendo quale dei tanti sassolini dovessi tirar fuori dalla scarpa, per cominciare bene il nuovo anno.

Consigliato dai fatti di cronaca locale, e sull’onda di alcuni articoli interessanti che ho letto – anche su queste pagine – circa altisonanti nomi, acronimi e situazioni al limite del ridicolo, mi sono deciso: ho preso carta e penna e, appollaiato sul mio palo preferito, da dove posso dominare tutto il Sinai, mi son messo a scrivere.

Quest’ultimo scorcio del 2010 si è chiuso per Sharm el Sheikh con un bilancio decisamente negativo. Continue reading

Allarme squalo a Sharm, una buona occasione per la CDWS

Dopo oltre due settimane dall’inizio dell’emergenza squalo, le uniche notizie provenienti dalle fonti ufficiali sono le ripetute proroghe del divieto di balneazione nella zona di Sharm el Sheikh.

Pare che l’unico responsabile dei recenti fatti di cronaca – 3 feriti gravi e 1 morto – sia l’ormai famoso “longimanus” che terrorizza le coste del South Sinai, senza neppure una parola su eventuali responsabilità umane che hanno portato al tragico epilogo.

Nessun rapporto circa le indagini e i provvedimenti presi nei confronti dei responsabili di comportamenti illeciti – pesca illegale, shark feeding, aggressione al delicato equilibrio dell’ambiente marino – evidenziati anche dagli esperti americani chiamati a valutare la situazione. Continue reading

Egitto, il business del Work Permit

2029039-735178-page-of-ukraine-passport-with-egyptian-visa-and-stampsCome ormai tutti sanno, in Egitto da quest’anno è obbligatorio che tutti gli operatori nel settore dei diving centers – divemaster e istruttori subacquei – , siano in possesso del permesso di lavoro.

Purtroppo dobbiamo constatare che questa nuova procedura ha creato un nuovo “mercato”.

Molti staff, affidandosi agli uffici amministrativi del proprio diving center, non si sono fatti molte domande, confidando nella correttezza del proprio “datore di lavoro”. Ma qui arrivano le prime sorprese.

Quanto costa, realmente, un permesso di lavoro? Continue reading

Aria fritta e gli standard ISO

Il mese di agosto è scivolato via anche quest’anno sulle acque trasparenti del Mar Rosso. L’alta stagione ha visto migliaia di subacquei immergersi sorridenti tra banchi di carangidi e platax, incorniciati tra il blu e le meravigliose pareti multicolore di questo mare stupendo.

Se pensiamo alla mole di bombolari che è passata per queste acque, non possiamo non immaginare quanto lavoro è stato sostenuto dai diving centers, dagli istruttori e dalle guide, durante questi tre mesi appena trascorsi.

Nel marasma globale di piedi pinnati sui reef, fruste in avvitamento sui coralli come sciarpe a Natale, e sparaflashate (per chi ha visto M.I.B.) ai poveri pagliaccetti incazzati tra le loro anemoni profanate, possiamo dire che tutto è andato bene. Ma nell’oceano di lavoro e di attrezzature sparpagliate a mezz’acqua, tra il sole del Sinai e i fondali del golfo di Aquaba, ci sono alcune considerazioni che dobbiamo fare, a consuntivo di una stagione che è ancora nel suo pieno, anche se non più concitata, come nel canonico mese dei vacanzieri dello Stivale. Una delle più importanti è senza dubbio quella che riguarda la sicurezza, e il rispetto delle basilari norme da seguire, per scongiurare i problemi più insidiosi: gli incidenti subacquei. Continue reading

Da Jacques Cousteau alla Baia dello Sceicco

Dalla scoperta delle meraviglie del Mar Rosso da parte di Jacques Cousteau, nel lontano secondo dopoguerra, le coste del Sinai sono state meta preferita dai subacquei di tutto il mondo: i colori e la natura impareggiabile di questi luoghi, già dai primi metri sotto il pelo dell’acqua, ne hanno fatto una delle destinazioni più famose di tutto il globo.

Negli ultimi anni, però, molte cose sono cambiate, e se prima potevamo attribuire certi comportamenti sconsiderati all’ignoranza, oggi non possiamo certo nasconderci più dietro questo paravento d’ipocrisia.

Chi ha cominciato a frequentare questo splendido mare già una ventina d’anni fa, può facilmente testimoniare che la mano dell’uomo ha marcato pesantemente questo delicato ecosistema, portandolo ad uno stadio di precarietà preoccupante. Sono tantissimi i subacquei che, oggi, denunciano un peggioramento dell’ambiente marino, con il conseguente impoverimento delle sue risorse. Continue reading

L’albero della cuccagna

Se fino a qualche anno fa la molla che aveva spinto molti stranieri a trasferirsi in Mar Rosso era la possibilità di sfruttare la propria professionalità, in un settore che da semplice passione, poteva diventare uno stile di vita, oggi purtroppo c’è da chiedersi cosa mai possa spingere ancora tanti italiani, inglesi, francesi, tedeschi a venire qui per cercar fortuna.

La situazione economica è decisamente cambiata, e sicuramente in peggio: l’aumento del costo della vita, assolutamente non allineato con le retribuzioni offerte, impone compromessi spesso al limite del ragionevole, per chi vuole restare a godere di questo splendido mare.

Se ieri (dieci anni fa) un istruttore subacqueo riusciva a portarsi a casa anche 2.500 dollari al mese (e allora il dollaro valeva qualcosa!), nel secondo lustro di questo terzo millennio, i budget sono stati radicalmente rivisti, e oggi la paga media di un istruttore non supera i 35 euro al giorno (!), con la speranza di riuscire a lavorare almeno una ventina di giorni al mese, nella migliore delle ipotesi, e in alta stagione. Continue reading