L’Europa ci controlla. Ma chi controlla l’Europa?

L’Europa ha trovato nell’Italia un ottimo capro espiatorio per addebitare la responsabilità del futuro incerto di una crisi globale che investe trasversalmente tutti gli Stati membri.

Ma chi dice che è l’Italia la pecora nera che si deve spingere fuori dall’ovile per sacrificarla sull’altare della buona politica economica comunitaria?

Cominciamo a domandarci quanto costano le Istituzioni sovranazionali (EU) e come sono stati spesi i soldi di tutti i cittadini europei in questi anni.

Se è vero che in Italia una politica sconsiderata e assolutamente non lungimirante, che mirava solo a far cassa per portare a casa una manciata di voti, ha fallito miseramente – come nel resto del vecchio continente -, meriterebbe dare un’occhiata in giro, e vedere come sono stai mal spesi – per interessi che meriterebbero un approfondimento – i tanti finanziamenti elargiti ai paesi del sud del mondo.

In Egitto un fiume di miliardi di euro sono stati stanziati dalla Comunità Europea per opere e progetti (egiziani) che non hanno mai visto la luce. Dove sono andati a finire questi soldi sottratti alle tasche dei cittadini europei, e come ne è stato controllato l’uso?

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Dietro le quinte di Fantasilandia

E’ sempre bello tornare al calduccio del Sinai, dopo un viaggetto rilassante. Il sole, il mare, il deserto che incornicia tutto, e quella bella sensazione di sentirsi “a casa”.

Devo però ammettere che stavolta, quella che mi ha accolto, è stata una sensazione diversa, come vedere qualcosa che hai davanti agli occhi tutti i giorni, e a cui sei ormai abituato, ma da una prospettiva diversa, sotto una luce che ne rende differenti i colori.

Chi viene qui in vacanza, anche spesso, è sicuramente stupito dai continui cambiamenti di questi luoghi, sia per le nuove opere e infrastrutture, sia per il costante e inarrestabile cambiamento ambientale. In entrambi i casi, nel bene o nel male, è sempre la mano e l’opera dell’uomo ad esserne l’artefice.

Già dai primi metri, varcato il perimetro dell’aeroporto, ci s’immerge in un microcosmo fatto di cantieri, di ciondolanti operai cotti al sole, di sporco, di sguardi persi e ciabatte antinfortunistica. Continue reading

Il Parco di Nabq, a Sharm el Sheikh. Che bella scoperta…

Qualche giorno fa sono stato a visitare il Parco di Nabq – interessante meta turistica all’estremità nord di Sharm el Sheikh -, alla ricerca di un po’ di tranquillità, sospeso a metà tra le azzurre acque cristalline del golfo di Aqaba e le imponenti montagne rosa del deserto del Sinai.

Dopo aver pagato un biglietto di 5 LE (un privilegio del Visto residenti), mi sono immerso nel silenzio e nella selvaggia natura di questa aerea protetta, alla ricerca di qualche metro quadro di privacy per distendermi a guardare il mare e, più in là, il percettibile profilo delle coste dell’Arabia Saudita, in lontananza.

Finalmente un posto “vero”, solo a qualche centinaio di metri dal palcoscenico dove ogni giorno va in scena la commedia che la Compagnia del Turismo recita ormai da molti anni per i vacanzieri alla scoperta di questa meta esotica che si chiama Sharm.

Guardandomi intorno, con il mare davanti che mi bagnava i piedi, e alle spalle la distesa impalpabile di sabbia che accompagnava il mio sguardo verso le montagne, stavo una bellezza, in pieno relax, sospeso in una bolla di tempo che mi cullava al sole.

“Quasi quasi mi faccio due passi”, e così presi a battere il ritmo della risacca con quello dei miei piedi sulla sabbia in direzione a caso, lungo il profilo del mare. Continue reading