Da Jacques Cousteau alla Baia dello Sceicco

Dalla scoperta delle meraviglie del Mar Rosso da parte di Jacques Cousteau, nel lontano secondo dopoguerra, le coste del Sinai sono state meta preferita dai subacquei di tutto il mondo: i colori e la natura impareggiabile di questi luoghi, già dai primi metri sotto il pelo dell’acqua, ne hanno fatto una delle destinazioni più famose di tutto il globo.

Negli ultimi anni, però, molte cose sono cambiate, e se prima potevamo attribuire certi comportamenti sconsiderati all’ignoranza, oggi non possiamo certo nasconderci più dietro questo paravento d’ipocrisia.

Chi ha cominciato a frequentare questo splendido mare già una ventina d’anni fa, può facilmente testimoniare che la mano dell’uomo ha marcato pesantemente questo delicato ecosistema, portandolo ad uno stadio di precarietà preoccupante. Sono tantissimi i subacquei che, oggi, denunciano un peggioramento dell’ambiente marino, con il conseguente impoverimento delle sue risorse. Continue reading

Dietro le quinte di Fantasilandia

E’ sempre bello tornare al calduccio del Sinai, dopo un viaggetto rilassante. Il sole, il mare, il deserto che incornicia tutto, e quella bella sensazione di sentirsi “a casa”.

Devo però ammettere che stavolta, quella che mi ha accolto, è stata una sensazione diversa, come vedere qualcosa che hai davanti agli occhi tutti i giorni, e a cui sei ormai abituato, ma da una prospettiva diversa, sotto una luce che ne rende differenti i colori.

Chi viene qui in vacanza, anche spesso, è sicuramente stupito dai continui cambiamenti di questi luoghi, sia per le nuove opere e infrastrutture, sia per il costante e inarrestabile cambiamento ambientale. In entrambi i casi, nel bene o nel male, è sempre la mano e l’opera dell’uomo ad esserne l’artefice.

Già dai primi metri, varcato il perimetro dell’aeroporto, ci s’immerge in un microcosmo fatto di cantieri, di ciondolanti operai cotti al sole, di sporco, di sguardi persi e ciabatte antinfortunistica. Continue reading

L’albero della cuccagna

Se fino a qualche anno fa la molla che aveva spinto molti stranieri a trasferirsi in Mar Rosso era la possibilità di sfruttare la propria professionalità, in un settore che da semplice passione, poteva diventare uno stile di vita, oggi purtroppo c’è da chiedersi cosa mai possa spingere ancora tanti italiani, inglesi, francesi, tedeschi a venire qui per cercar fortuna.

La situazione economica è decisamente cambiata, e sicuramente in peggio: l’aumento del costo della vita, assolutamente non allineato con le retribuzioni offerte, impone compromessi spesso al limite del ragionevole, per chi vuole restare a godere di questo splendido mare.

Se ieri (dieci anni fa) un istruttore subacqueo riusciva a portarsi a casa anche 2.500 dollari al mese (e allora il dollaro valeva qualcosa!), nel secondo lustro di questo terzo millennio, i budget sono stati radicalmente rivisti, e oggi la paga media di un istruttore non supera i 35 euro al giorno (!), con la speranza di riuscire a lavorare almeno una ventina di giorni al mese, nella migliore delle ipotesi, e in alta stagione. Continue reading

La Banda Bassotti e il deposito di Zio Paperone

Una delle prime domande che si pone chi decide di trasferirsi in un posto nuovo, è dove mettere i propri soldi. Pochi o tanti che siano, le opzioni sono sempre due: un nascondiglio sicuro dentro casa (il classico “materasso”), o il deposito in banca.

Tralasciando l’opzione domestica, daremo insieme un’occhiata alla più diffusa consuetudine in materia: l’apertura di un conto corrente.

Sicuramente quasi tutti gli stranieri che si sono avvicinati ad un istituto di credito in Egitto, sono rimasti a dir poco

esterrefatti per le condizioni proposte, con tassi d’interesse esorbitanti e costi praticamente azzerati.

Moltissimi hanno aperto un conto, abbagliati da fantascientifiche prospettive di guadagno o, molto più probabilmente, grazie alla spudorata abilità mistificatoria del bancario di turno. Adesso vi racconto cosa può capitare. Andiamo.

Cominciamo con lo sportello di una nota banca europea, situato in una zona commerciale molto conosciuta di Sharm el Sheikh. Continue reading

Le rotatorie a Sharm. Manuale per pochi intimi

Qualche giorno fa ho avuto modo di leggere, su una pubblicazione locale di Sharm el Sheikh, un articolo che mi ha colpito: era intitolato “Le rotatorie di Hadaba”.
Per prima cosa è bene specificare alcuni punti, per meglio comprendere.
Il primo punto riguarda la pubblicazione in questione: un free-press che qui si trova un po’ ovunque, edito in lingua inglese.
Il secondo punto riguarda il bacino di utenza: un pubblico di lettori quasi esclusivamente stranieri, principalmente residenti.
Il terzo punto riguarda la località: “Hadaba”, una zona residenziale di Sharm el Sheikh dove, tradizionalmente, abitano la maggior parte dei residenti stranieri (italiani, inglesi, tedeschi, spagnoli, ecc… e russi, naturalmente, che ormai li trovi ovunque…).

In quel di Hadaba, appunto, sono recentemente state inaugurate ben due rotatorie nuove di zecca! Il “recentemente”, è d’obbligo precisare, si riferisce alla realizzazione delle rotatorie, visto che i lavori stradali, iniziati circa un anno fa per dar vita ad un’opera “faraonica” (il termine è appropriato…) di ben due chilometri (scarsi) di asfaltatura, è ancora da terminare… ma per questo c’è tempo… Continue reading

Il Parco di Nabq, a Sharm el Sheikh. Che bella scoperta…

Qualche giorno fa sono stato a visitare il Parco di Nabq – interessante meta turistica all’estremità nord di Sharm el Sheikh -, alla ricerca di un po’ di tranquillità, sospeso a metà tra le azzurre acque cristalline del golfo di Aqaba e le imponenti montagne rosa del deserto del Sinai.

Dopo aver pagato un biglietto di 5 LE (un privilegio del Visto residenti), mi sono immerso nel silenzio e nella selvaggia natura di questa aerea protetta, alla ricerca di qualche metro quadro di privacy per distendermi a guardare il mare e, più in là, il percettibile profilo delle coste dell’Arabia Saudita, in lontananza.

Finalmente un posto “vero”, solo a qualche centinaio di metri dal palcoscenico dove ogni giorno va in scena la commedia che la Compagnia del Turismo recita ormai da molti anni per i vacanzieri alla scoperta di questa meta esotica che si chiama Sharm.

Guardandomi intorno, con il mare davanti che mi bagnava i piedi, e alle spalle la distesa impalpabile di sabbia che accompagnava il mio sguardo verso le montagne, stavo una bellezza, in pieno relax, sospeso in una bolla di tempo che mi cullava al sole.

“Quasi quasi mi faccio due passi”, e così presi a battere il ritmo della risacca con quello dei miei piedi sulla sabbia in direzione a caso, lungo il profilo del mare. Continue reading