L’Europa ci controlla. Ma chi controlla l’Europa?

L’Europa ha trovato nell’Italia un ottimo capro espiatorio per addebitare la responsabilità del futuro incerto di una crisi globale che investe trasversalmente tutti gli Stati membri.

Ma chi dice che è l’Italia la pecora nera che si deve spingere fuori dall’ovile per sacrificarla sull’altare della buona politica economica comunitaria?

Cominciamo a domandarci quanto costano le Istituzioni sovranazionali (EU) e come sono stati spesi i soldi di tutti i cittadini europei in questi anni.

Se è vero che in Italia una politica sconsiderata e assolutamente non lungimirante, che mirava solo a far cassa per portare a casa una manciata di voti, ha fallito miseramente – come nel resto del vecchio continente -, meriterebbe dare un’occhiata in giro, e vedere come sono stai mal spesi – per interessi che meriterebbero un approfondimento – i tanti finanziamenti elargiti ai paesi del sud del mondo.

In Egitto un fiume di miliardi di euro sono stati stanziati dalla Comunità Europea per opere e progetti (egiziani) che non hanno mai visto la luce. Dove sono andati a finire questi soldi sottratti alle tasche dei cittadini europei, e come ne è stato controllato l’uso?

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Camera Diving, intervista col Patron

Uno degli uomini più importanti, ricchi, influenti e carismatici di Sharm el Sheikh. Il padrone di uno dei diving center più prestigiosi di tutto il Mar Rosso – e di varie altre attività nel campo del turismo -, il Chairman (che detto in Italiano, Presidente, perde quasi il fascino del titolo) della Camera dei Diving e degli Sport Acquatici egiziana (CDWS), un uomo che una ventina d’anni fa è arrivato a Sharm a fare il “tank-boy” (leggi portabombole nei diving) e adesso è a capo di un piccolo impero, fatto di bolle, tramezzini e cornetti gelato. Signori, ecco a voi Mr. Hesham Gabr.

Quando mi ha chiamato – in realtà mi ha fatto chiamare dal suo General Manager, vista la sua posizione di comando, sfoggiata sempre con sobria disinvoltura -, a seguito di un articolo da me firmato sulle pagine di questo sito, l’approccio non è stato dei migliori: «Hesham vuole delle scuse pubbliche», è stato il perentorio invito del suo gregario.

Posso comprendere il sentimento di chi non è avvezzo a ricevere obiezioni e, mosso anche da una certa curiosità verso il personaggio, ho accettato di buon grado un incontro, dal quale potesse venirne fuori un’intervista.

E così, armato di moleskina e penna, e rassicurato dalla presenza del mio fido registratore e di un buon sigaro Toscano in tasca, eccomi pronto per qualche domanda, e varie risposte. Continue reading

Allarme squalo a Sharm, una buona occasione per la CDWS

Dopo oltre due settimane dall’inizio dell’emergenza squalo, le uniche notizie provenienti dalle fonti ufficiali sono le ripetute proroghe del divieto di balneazione nella zona di Sharm el Sheikh.

Pare che l’unico responsabile dei recenti fatti di cronaca – 3 feriti gravi e 1 morto – sia l’ormai famoso “longimanus” che terrorizza le coste del South Sinai, senza neppure una parola su eventuali responsabilità umane che hanno portato al tragico epilogo.

Nessun rapporto circa le indagini e i provvedimenti presi nei confronti dei responsabili di comportamenti illeciti – pesca illegale, shark feeding, aggressione al delicato equilibrio dell’ambiente marino – evidenziati anche dagli esperti americani chiamati a valutare la situazione. Continue reading

Egitto, il business del Work Permit

2029039-735178-page-of-ukraine-passport-with-egyptian-visa-and-stampsCome ormai tutti sanno, in Egitto da quest’anno è obbligatorio che tutti gli operatori nel settore dei diving centers – divemaster e istruttori subacquei – , siano in possesso del permesso di lavoro.

Purtroppo dobbiamo constatare che questa nuova procedura ha creato un nuovo “mercato”.

Molti staff, affidandosi agli uffici amministrativi del proprio diving center, non si sono fatti molte domande, confidando nella correttezza del proprio “datore di lavoro”. Ma qui arrivano le prime sorprese.

Quanto costa, realmente, un permesso di lavoro? Continue reading

Aria fritta e gli standard ISO

Il mese di agosto è scivolato via anche quest’anno sulle acque trasparenti del Mar Rosso. L’alta stagione ha visto migliaia di subacquei immergersi sorridenti tra banchi di carangidi e platax, incorniciati tra il blu e le meravigliose pareti multicolore di questo mare stupendo.

Se pensiamo alla mole di bombolari che è passata per queste acque, non possiamo non immaginare quanto lavoro è stato sostenuto dai diving centers, dagli istruttori e dalle guide, durante questi tre mesi appena trascorsi.

Nel marasma globale di piedi pinnati sui reef, fruste in avvitamento sui coralli come sciarpe a Natale, e sparaflashate (per chi ha visto M.I.B.) ai poveri pagliaccetti incazzati tra le loro anemoni profanate, possiamo dire che tutto è andato bene. Ma nell’oceano di lavoro e di attrezzature sparpagliate a mezz’acqua, tra il sole del Sinai e i fondali del golfo di Aquaba, ci sono alcune considerazioni che dobbiamo fare, a consuntivo di una stagione che è ancora nel suo pieno, anche se non più concitata, come nel canonico mese dei vacanzieri dello Stivale. Una delle più importanti è senza dubbio quella che riguarda la sicurezza, e il rispetto delle basilari norme da seguire, per scongiurare i problemi più insidiosi: gli incidenti subacquei. Continue reading

Sharm. Invasione di topi (d’appartamento)

Sharm el Sheikh è cambiata molto nel corso degli anni, e sicuramente non in meglio: oltre al massiccio arrivo di comitive di vacanzieri “generici”, che ormai hanno sostituito la gran parte dei subacquei, sono aumentati in maniera esponenziale i casi di furti in appartamento ai danni degli stranieri.

Negli ultimi mesi numerose denunce sono state presentate alla stazione di polizia di Sharm, sempre per effrazioni e furti nelle abitazioni di stranieri residenti. Continue reading

La Repubblica delle Banane e il mercato del lavoro

le-banane-sono-tra-gli-alimenti-piu-ricchi-di-potassio_main_image_object-638x425-2Da gennaio di quest’anno è entrata in vigore una nuova legge secondo la quale, per poter operare nel settore subacqueo come istruttore o divemaster, è obbligatorio ottenere il permesso di lavoro. Dopo decenni di assoluta anarchia, in un mercato senza regole, finalmente anche qui si è cercato di dare un inquadramento legale e legittimo alla figura del professionista nel settore dei diving centers, uno dei più importanti in Sud Sinai.

Se di per sé la legge può apparire un bel passo avanti sul sentiero della “modernizzazione” di questo Paese, di contro ha portato non pochi problemi, e non solo alle centinaia di professionisti che lavorano qui.

Se fino a ieri parte dell’economia locale era comodo che si reggesse sul lavoro nero, oggi si cerca di dare una ripulita, con una bella azione vessatoria nei confronti degli stranieri, che per decenni hanno alimentato le varie tasche del Paese. Continue reading