Reportage in Guatemala, il fotolibro

Eccoci tornati dalle ferie, alle prese con le faccende che avevamo temporaneamente accantonato per dedicarci a tempo pieno a noi stessi.

Vi ho lasciato un lungo periodo di riposo da queste pagine e dalle mie divagazioni (spero apprezzate) su argomenti vari. Adesso è tempo di ricominciare, con forza e speranza.

Questo primo post di fine estate lo dedico interamente alla presentazione del mio ultimo reportage, una documentazione fotografica raccolta in un fotolibro, frutto del viaggio che ho fatto a giugno in Guatemala. Continue reading

Partire è un po’ morire. E tornare?

Un vecchio adagio recita così, proprio come il titolo di questo post: “Partire è un po’ morire”. Ma il rientro, mi chiedo io, non può essere altrettanto doloroso?

Sono appena tornato da un reportage in Guatemala, dieci giorni trascorsi tra villaggi poverissimi costruiti col fango e la disperazione, in una continua lotta per la sopravvivenza e la fame. L’idea di partire, seguendo un impulso intimo di ricerca o forse riscoperta, era nata alcuni mesi fa, quando ho avuto modo di conoscere il lavoro di un’associazione spagnola che si occupa di portare aiuti nelle zone rurali di quello che è uno dei Paesi più poveri del Centro America.

Preparativi fatti di progettazione, programmi, itinerari, raccolta di fondi e aiuti: tutto era pronto per affrontare il lavoro. Al tempo stesso una grande attesa s’impossessava di me giorno dopo giorno, fatta di dubbi profondi, di incertezze su cosa avrei potuto trovare in quel buco nero dove mi sarei proiettato, armato di macchina fotografica e taccuino. Continue reading

Egitto in rivolta, giornalisti in prima linea

Nei conflitti, una delle prime luci che si cerca di spegnere, in ogni parte del mondo, è quella dell’informazione.

Il Governo egiziano ha già dato dimostrazione di questo, nei primi giorni della protesta, oscurando internet, e tagliando fuori il Paese da ogni comunicazione con l’esterno.

I giornalisti hanno però potuto svolgere il loro lavoro con mezzi di fortuna, riuscendo comunque a stabilire i collegamenti con le Redazioni.

In questi ultimi due giorni stiamo assistendo ad un vero tiro al bersaglio nei confronti dei tanti colleghi che cercano, con estrema professionalità, di testimoniare ciò che accade per le strade del Cairo, tra la gente, attraverso il Paese.

Questa mattina mi sono messo in contatto con un collega fotoreporter, inviato in Egitto per seguire la crisi. Ometto il nome e la nazionalità – come mi ha chiesto – per motivi di sicurezza, ma conoscendolo bene e avendo lavorato con lui per anni, posso garantire che si tratta di un ottimo professionista, abituato a gestirsi in zone calde e situazioni difficili. Questa la sua testimonianza: Continue reading