El Cabron, la Riserva Marina di Gran Canaria

Riserva Marina El Cabron, Arinaga, Gran Canaria, SpagnaUna delle immersioni più interessanti di Gran Canaria è senza dubbio quella nella riserva naturale de El Cabron. Situata a circa una trentina di chilometri a sud di Las Palmas, sul versante orientale, El Cabron è una zona spettacolare per la sua particolare morfologia. Sott’acqua le grotte, i canyon e i passaggi naturali creati dal raffreddamento del materiale vulcanico vengono illuminati dalla sabbia chiara del fondo e trafitti dai raggi del sole che filtrano dalla superficie, in uno scenario ricco di vita e di colori. Continue reading

Las Palmas de Gran Canaria, crocevia di culture

Barrio de Vegueta, Las Palmas de Gran Canaria, SpagnaL’isola di Gran Canaria, seconda per grandezza dopo Tenerife, fa parte dell’arcipelago delle Isole Canarie. Sette isole spagnole bagnate dall’Atlantico, a circa 200 miglia dalle coste Marocchine. Amministrativamente Europa, geograficamente Africa, insieme alle Azzorre, Madeira, Isole Selvagge e Capo Verde, costituiscono la Macaronesia, nome collettivo di queste terre che non sono mai state fisicamente parte di alcun Continente. Tutte di origine vulcanica, godono di un ecosistema e di un clima unico. Continue reading

Atlantic Rally, rotta verso i Caraibi

Puerto Muelle Deportivo, Las Palmas de Gran canaria. SpagnaSiamo arrivati. Il profilo di questo lembo di terra verso cui facciamo rotta, si staglia netto davanti a noi. Il ricordo della tanta acqua che abbiamo solcato, durante questa traversata, pian piano lascia spazio nella nostra mente all’idea di sgranchirsi le gambe. E alla nuova avventura che ci attende.

Mentre il rassicurante faro ci saluta, e l’imboccatura del Puerto de La Luz ci abbraccia come un amico affettuoso dopo un lungo viaggio, eccoci nuovamente a casa. Continue reading

Just Another Brick in The Wall

4 TAccendo la TV e vedo gente in piazza, immagini di manifestazioni, scontri, violenza di gente stanca e incazzata.

Allora penso – al di fuori della cronaca odierna, di cui ho vecchi ricordi di cronista, e che ho sempre condannato – che non potrà esserci un vero cambiamento, nella nostra piccola Italia, solo con le parole e i buoni propositi. Ogni cambiamento vero, radicale, deve passare per una rottura netta, forte, violenta, che tagli ogni legame col passato, rilanciando un vero rinnovamento sociale, per ritrovare (o scoprire) quei valori umani che più di 200 anni fa i francesi hanno mostrato al mondo.

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Spesa pubblica, il modello di un certo estero.

SPManovra Fiscale, Legge di Stabilità, Legge Finanziaria, comunque la si chiami è sempre la stessa rapina discriminata nei confronti degli italiani. I politici non vogliono tagliare i benefici del loro status? Potrebbero limitare il problema della spesa pubblica facendo pagare di più chi non è italiano, come fanno in molti altri paesi del mondo.

Tra le spese pubbliche più rilevanti ci sono sicuramente quelle dell’assistenza sociale e sanitaria, due voci che pesano come macigni sulle spalle (e le tasche) di tutti gli italiani. Ma come si regolano all’estero?

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Il bosone di che?!

ecco_il_bosone_di_higgs__forse_2306Oggi è stata resa nota dall’Accademia delle Scienze di Stoccolma, l’assegnazione del Premio Nobel 2013 per la Fisica al Prof. Peter Higgs, scopritore della particella subatomica nominata appunto “Bosone di Higgs”, o “Particella di Dio”.

Dopo aver appreso la notizia dal telegiornale, corredata da una buona dose di compiacimento nazionalista per il contributo italiano agli esperimenti che hanno portato alla sua identificazione (e quindi alla validazione scientifica della teoria di Higgs), mi sono inchiodato alla televisione in attesa del servizio annunciato da TGR Leonardo. Chissà, magari sarei riuscito a capire cosa fosse questo “bosone”…

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Immigrati, verso l’Isola che non c’è

image24Sale a oltre 200 il conto delle vittime della sciagura nelle acque di Lampedusa, che dalla scorsa settimana monopolizza l’attenzione dell’opinione pubblica italiana ed europea.

Tra indignazione popolare, esternazioni politiche di circostanza e cordoglio generale, sembra quasi che le colpe dell’accaduto siano ricadute come un fardello ignobile sulle spalle dell’Europa, e dell’Italia in prima battuta, che dei confini comunitari (quando fa comodo) pare sia responsabile del controllo, dimenticando velocemente il comportamento dei nostri vicini d’oltralpe, che giusto qualche anno fa avevano bloccato la frontiera, al flusso proveniente dall’Italia.

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