Reportage in Guatemala, il fotolibro

Eccoci tornati dalle ferie, alle prese con le faccende che avevamo temporaneamente accantonato per dedicarci a tempo pieno a noi stessi.

Vi ho lasciato un lungo periodo di riposo da queste pagine e dalle mie divagazioni (spero apprezzate) su argomenti vari. Adesso è tempo di ricominciare, con forza e speranza.

Questo primo post di fine estate lo dedico interamente alla presentazione del mio ultimo reportage, una documentazione fotografica raccolta in un fotolibro, frutto del viaggio che ho fatto a giugno in Guatemala.

Ormai saprete già tutto del progetto che ho realizzato, ne ho parlato in un precedente articolo e, per chi mi segue anche lì, sulla mia pagina Facebook.

Adesso il lavoro è stato raccolto, selezionato e ordinato; ne è nato quindi un libro digitale – lo trovate qui – dove le immagini si alternano alle parole, alle frasi che rappresentano questa mia esperienza.

Inizialmente, prima della partenza, il progetto si sarebbe dovuto realizzare fondendo in parti uguali testi e foto, le cose non sono andate con questo equilibrio.

Mi sono reso conto da subito che non sarebbe stato possibile bilanciare, in termini di centimetri e paragrafi, questa esperienza. Tutto sarebbe stato troppo netto, troppo ponderato, schematico; quello che ne è venuto fuori, passo dopo passo, è stato un racconto per immagini, supportato da frammenti di testo, i pensieri che mi sono rimasti attaccati all’anima lungo il viaggio, attimo dopo attimo.

Il reportage è stato posto in vendita in formato PDF scaricabile (con foto ad alta risoluzione) attraverso le pagine del mio sito internet principale, insieme ad una selezione di fotografie (sempre ad alta risoluzione) tratte dal libro.

La scelta di questa soluzione è nata durante il viaggio stesso: aprire una vetrina attraverso la quale offrire la possibilità di contribuire ad aiutare associazioni umanitarie e finanziare altri progetti di reportage sociale. Parte dei ricavi di ogni copia (fotografia o libro che sia) verrà sempre devoluta a fini umanitari.

C’è un universo di realtà lontane dal nostro quotidiano, nel quale mondi fatti di povertà, sofferenza e privazioni sfiorano ogni giorno le nostre vite: questo può essere uno strumento per contribuire ed aiutare. Io ho cominciato, mettendo al servizio il mio lavoro per documentare e mostrare, al fine di comprendere che non siamo soli, che al di là della nostra porta di casa ci sono persone diverse da noi per il solo esser nate in contesti meno fortunati. Il lavoro del reporter dovrebbe essere questo, almeno io ne ho la convinzione.

Spero che i miei lavori vi piacciano e che vogliate contribuire a questo progetto e ai tanti altri che nasceranno in futuro.

© MASSIMO BIDETTI. RIPRODUZIONE VIETATA, TUTTI I DIRITTI RISERVATI.

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