Il pessimo giornalismo che piace tanto

Tutto ha un limite, una soglia invalicabile oltre la quale è bene non andare, per non sprofondare nel baratro di un’ipocrisia becera che non ha niente a che vedere con umanità, giustizia e patriottismo.

Questa soglia invece ieri sera, seduto sul divano di casa, l’ho vista frantumarsi in mille pezzi.

L’edizione speciale di Porta a Porta, in collaborazione col TG1, ha dato una spallata alla barriera tra umanità e sensazionalismo, tra notizia e morbosa curiosità, tra buon giornalismo e pessimo resoconto di un fatto orribile.

Continue reading

Il DNA è una cosa seria

Torno a malincuore su un argomento già trattato, un certo malcostume italico.

Tra articoli di giornale, notizie sparate dai TG di ogni latitudine dello Stivale, proclami generali di una politica trasversale che si compatta sull’onda dell’emotività collettiva, la nostra cara Italia sembra presa di mira dal fuoco incrociato del malcostume nazionale che va sotto il nome di corruzione. E noi che nel mezzo cerchiamo di ripararci dalle bordate di quest’artiglieria pesante. Continue reading

L’editoria e il segreto del successo

Una pratica ben nota nel mondo dell’editoria è quella di non pagare il materiale che viene pubblicato.

Si, avete capito bene, una bella fetta di ciò che vedete sui giornali – quotidiani e periodici – è assoluta speculazione del lavoro di professionisti preparati che vengono rapinati del frutto del loro impegno quotidiano.

Qualche volta in maniera subdola, altre volte con metodi più schietti, sta di fatto che il mondo dell’editoria già da molti anni si è dato una regola di condotta tutta sua, stabilendo che un servizio (fotografico o di testo) può essere o meno retribuito, a suo insindacabile giudizio. Continue reading

Ci sparano addosso, noi ci indigniamo

In un momento critico per la sicurezza interna e dell’intera comunità occidentale, le contromisure che il governo italiano è intenzionato a prendere per fronteggiare l’escalation di terrore del sedicente Islamic State sono state pubblicamente dichiarate dal ministro Gentiloni: “ora serve un impegno politico straordinario e una maggiore assunzione di responsabilità”.

Ci sono volute decine di pubbliche decapitazioni da parte di folli terroristi, attentati in giro per l’Europa, minacce urlate sul web al grido di una guerra santa ormai bella che cominciata da anni, morti su morti, terrore al di là dell’immaginabile. Tutto questo è servito perché la nostra politica si esprimesse in questi termini annacquati. Continue reading