Spesa pubblica, il modello di un certo estero.

SPManovra Fiscale, Legge di Stabilità, Legge Finanziaria, comunque la si chiami è sempre la stessa rapina discriminata nei confronti degli italiani. I politici non vogliono tagliare i benefici del loro status? Potrebbero limitare il problema della spesa pubblica facendo pagare di più chi non è italiano, come fanno in molti altri paesi del mondo.

Tra le spese pubbliche più rilevanti ci sono sicuramente quelle dell’assistenza sociale e sanitaria, due voci che pesano come macigni sulle spalle (e le tasche) di tutti gli italiani. Ma come si regolano all’estero?

Operazioni di vigilanza del Mediterraneo, assistenza e soccorso agli immigrati, cibo, alloggi, perfino soldi in tasca: ma chi le paga tutte queste spese che l’Italia deve sostenere? Era una domanda retorica, non c’è bisogno di risposta.

E poi soldi per la ricerca e il recupero dei dispersi, operatori specializzati che s’immergono per ore, navi che consumano carburante, aerei che sorvolano, personale che va pagato, ecc. ecc.

Ok, la fase dell’emergenza (se di emergenza si può parlare, visto che ormai da decenni questa è la norma) è gestita così, sulle spalle dei contribuenti dei paesi di approdo (leggi Italia. Punto). Ma dopo? Quando queste persone restano a viverci, in Italia, che succede? Gli stranieri hanno gli stessi diritti assistenziali dei cittadini italiani? Ovvio che sì! Anzi no, ne hanno di più.

Sono ormai diversi anni che vivo oltre confine, e dopo un certo periodo proprio in uno dei paesi di provenienza di buona parte degli immigrati in Italia – l’Egitto -, è maturata in me l’idea che certi modelli dovrebbero essere presi ad esempio, per contenere molti dei problemi economici interni.

In Egitto l’assistenza sanitaria statale (quella gratuita, per intendersi) è ad uso esclusivo dei cittadini egiziani: se sei straniero paghi. Fin qui potremmo anche essere d’accordo (nei limiti), e andiamo oltre.

Hai avuto un incidente stradale e ti portano al Pronto Soccorso? Ti accettano solo se consegni in portineria il passaporto, che viene custodito (sequestrato?) per tutto il periodo di permanenza nella struttura sanitaria, fino a che non hai pagato le spese mediche. Si, da quelle parti si paga anche l’emergenza, non è prevista nessuna forma assistenziale gratuita, neppure in caso di incidente. E poi prenderemmo tutti a sassate gli americani per il loro sistema sanitario a pagamento. Almeno loro le prime cure te le forniscono, se stai rantolando in mezzo ad una strada (poi però ti accompagnano alla porta, se non hai un’assicurazione…).

immigrazione_imbonati_torre_foto_saltuari_08Ok, va bene, sei un turista e hai comunque l’assicurazione di viaggio. Un po’ tirata come situazione, ma chiudiamo un’occhio e passiamo avanti. Ma se non sei un turista? Se sei uno straniero che vive regolarmente in Egitto? Per regolarmente intendo con visto di residente, permesso di lavoro, guadagni e paghi le tasse che ti chiedono. Non se ne parla nemmeno: l’assistenza sanitaria (quella gratuita) è sempre riservata ai soli egiziani.

Comincio a pensare che il modello non sia così apprezzabile. Ma è il loro, e ci si deve fare i conti, se si decide di vivere lì.

Quanto costa essere ricoverati in osservazione presso l’ospedale pubblico, in Egitto? Beh, per due notti possono chiederti anche 1.400 USD, se sei un turista, e il 50% se sei un residente (sono sempre 700 USD!). Tenendo conto che lo stipendio medio di un egiziano si aggira sui 150 USD e i farmaci hanno un costo ridicolo (l’Egitto non paga tutta una serie di royalty alle case farmaceutiche, e molte molecole provengono dai mercati orientali), direi che è un bel furto.

Insomma, in paesi come l’Egitto, anche la sanità può essere un grosso business per recuperare soldi agli stranieri.

E noi che facciamo, in Italia? Sanità gratis per tutti (gli stranieri), con buona eccezione per gli italiani.

Neanche nella splendida Spagna (ad oggi ancora Europa), dove vivo attualmente, sono così idioti: ti garantiscono l’emergenza, si, ma appena fuori dal Pronto Soccorso, paghi come tutti gli stranieri. Medicine, visite mediche specialistiche, tutte le prestazioni sanitarie sono a pagamento (e giustamente) se non hai la copertura del servizio sanitario nazionale spagnolo. Ma per averla basta essere residenti in Spagna, quindi anche un cittadino italiano che vive nel paese di Don Chisciotte? Non proprio.

Se vivi in Spagna, pur da cittadino comunitario, per essere assistito dalla sanità pubblica, devi: essere regolarmente residente, avere un regolare contratto di lavoro di almeno un anno, e aver versato i contributi previdenziali da almeno tre mesi. In sostanza, saremo pure tutti europei, ma anche se hai le carte in regola, per i primi tre mesi paghi tutto.

Questi sono alcuni esempio di come funzionano certi modelli assistenziali all’estero, e io credo che in Italia potremmo prendere ad esempio.

Il fatto che poi i politici italiani rubino e vadano a mignotte, si evadano le tasse e si cerchi sempre la strada più rapida per arrivare (la linea retta è un concetto obsoleto), beh, questo ce l’abbiamo nel DNA, non c’è niente da fare.

Ti piace questo articolo? CondividiloShare on Facebook
Facebook
0Share on Google+
Google+
0Share on LinkedIn
Linkedin
Tweet about this on Twitter
Twitter
Email this to someone
email

Rispondi