I frutti amari di una rivoluzione farlocca

In Egitto tutti parlano della rivoluzione come di un punto d’inizio per dar vita a un nuovo corso del Paese.

Pare che l’insofferenza verso una vessazione – a giudizio della popolazione locale – nei confronti degli Egiziani, perpetrata per anni dagli stranieri, che vedevano questo posto come una spiaggia dorata per il loro business, sia sfociata in un risentimento profondo che credo non limiti la sua genesi a problematiche unicamente lavorative.

Credo che, sotto la brace di regole inique del mercato del lavoro, si celi ben altro materiale ideologico, in grado di fomentare questa “cacciata dell’invasore”, in un’ottica ben più ampia, che si può senza dubbio inquadrare nella volontà (più o meno consapevole) di voler dare all’Egitto una nuova veste, molto meno moderata, e che tenda verso posizioni più allineate ai Paesi confinanti. Continue reading