Allarme squalo a Sharm, una buona occasione per la CDWS

Dopo oltre due settimane dall’inizio dell’emergenza squalo, le uniche notizie provenienti dalle fonti ufficiali sono le ripetute proroghe del divieto di balneazione nella zona di Sharm el Sheikh.

Pare che l’unico responsabile dei recenti fatti di cronaca – 3 feriti gravi e 1 morto – sia l’ormai famoso “longimanus” che terrorizza le coste del South Sinai, senza neppure una parola su eventuali responsabilità umane che hanno portato al tragico epilogo.

Nessun rapporto circa le indagini e i provvedimenti presi nei confronti dei responsabili di comportamenti illeciti – pesca illegale, shark feeding, aggressione al delicato equilibrio dell’ambiente marino – evidenziati anche dagli esperti americani chiamati a valutare la situazione.

Pare che né il Ministero del Turismo, né la CDWS siano ancora in grado di fornire informazioni – o non vogliano farlo – circa il lavoro del team di esperti, chiamati a dare risposte alle tante domande che circolano su questa vicenda.

L’unica cosa certa, al momento, è che Mr. Hesham Gabr, Chairman della CDWS, si è prodigato a raccogliere in giro per il mondo una squadra di nomi altisonanti, coi quali dar lustro alla sua carica, col suo sorriso più sornione.

Recentemente – l’8 dicembre – Mr. Gabr ha dato ulteriore prova delle sue qualità di “manager di se stesso”, utilizzando un servizio giornalistico del TG5 come spot pubblicitario per il diving di cui è proprietario. Sì, perché in quell’occasione, invece di dare visibilità alla CDWS – come avrebbe dovuto fare, vista la sua carica istituzionale -, ai tanti volontari che si sono prodigati in questo periodo in immersioni di sopralluogo, e ai tantissimi diving center che stanno ricevendo una bastonata – soprattutto economica – da questa vicenda di cronaca, ha ben pensato di approfittarne per fini personali, cercando di rilanciare l’immagine, non della categoria, ma del suo orticello privato.

Ha sfoderato un intramontabile General Manager – peraltro di ottima qualità, sia professionale sia d’immagine -, affiancandolo non ad uno degli staff che quotidianamente si smazzano a Sharm facendo un lavoro sottopagato (per inciso, il diving di Gabr è uno di quelli che paga meno gli staff), ma la placida e rassicurante faccia di uno dei suoi amici: l’amministratore di un noto portale di subacquea di cui Mr. Gabr è uno dei principali sponsor, e che si trovava in vacanza a Sharm in quei giorni.

C’è veramente da domandarsi come sia possibile che, tra le centinaia di professionisti presenti a Sharm, non sia stato trovato un solo istruttore “autentico”, disposto a mostrarsi in video per un servizio giornalistico, proponendo invece all’opinione pubblica italiana l’ammiccante sorriso di un buon manager, affiancato da un turista subacqueo travestito da istruttore sharmese.

E così, vestiti di uniformi rosso scintillanti con logo diving ben in mostra, si è dato vita ad un teatrino nel quale la ben assortita coppia ha cercato di rassicurare il pubblico, allontanando l’idea del pericolo che invece bagna ancora le coste di Sharm.

Purtroppo la realtà è ben diversa, anche se la CDWS non si sbottona, né tantomeno il Governo egiziano.

Il problema più grosso, da queste parti, è riuscire a conciliare gli interessi economici con una parvenza di credibilità che ormai è ben compromessa dall’incompetenza nella gestione della situazione, da parte delle autorità locali.

La vecchia e consolidata pratica di mettere a tacere ogni notizia che possa minare l’equilibrio di facciata, questa volta non è stata una mossa vincente, ma si è comunque cercato di far passare tutto in sordina, nella convinzione che l’opinione pubblica venga distratta dalla cronaca più recente.

Sta di fatto che non esiste ancora una presa di coscienza delle responsabilità, e tutto viene gestito in maniera alquanto dilettantistica, col fermo intento di far apparire una verità di plastica, guardando al fine di salvare il portafogli, invece di puntare sull’investimento di una sicurezza, presente e futura, che possa infondere una sensazione di tranquillità nei turisti.

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One thought on “Allarme squalo a Sharm, una buona occasione per la CDWS

  1. maurizio

    Grazie Massimo per averci ripreso tutti sottacqua..grazie per la tua professionalità e simpatia…a presto!!
    Se torni a casa, scrivi che fumiamo un “toscanello2 Insieme, magari davanti ad un buon bicchiere di chianti!!!

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