La Banda Bassotti e il deposito di Zio Paperone

Una delle prime domande che si pone chi decide di trasferirsi in un posto nuovo, è dove mettere i propri soldi. Pochi o tanti che siano, le opzioni sono sempre due: un nascondiglio sicuro dentro casa (il classico “materasso”), o il deposito in banca.

Tralasciando l’opzione domestica, daremo insieme un’occhiata alla più diffusa consuetudine in materia: l’apertura di un conto corrente.

Sicuramente quasi tutti gli stranieri che si sono avvicinati ad un istituto di credito in Egitto, sono rimasti a dir poco

esterrefatti per le condizioni proposte, con tassi d’interesse esorbitanti e costi praticamente azzerati.

Moltissimi hanno aperto un conto, abbagliati da fantascientifiche prospettive di guadagno o, molto più probabilmente, grazie alla spudorata abilità mistificatoria del bancario di turno. Adesso vi racconto cosa può capitare. Andiamo.

Cominciamo con lo sportello di una nota banca europea, situato in una zona commerciale molto conosciuta di Sharm el Sheikh. Continue reading

Permessi di lavoro, il mercato delle pulci

Dopo decenni di anarchia, da quest’anno tutti gli stranieri che operano nel settore della subacquea in Egitto, hanno l’obbligo di avere il permesso di lavoro.

Una norma giustissima, che si pone (forse…) come primo passo per riequilibrare i piatti della bilancia in un mercato, quello del lavoro appunto, che qui in Egitto non è mai stato ben regolamentato.

In un posto dove non esiste nessuna forma di tutela sindacale, dove ogni basilare norma di sicurezza viene sistematicamente disattesa, dove la meritocrazia viene calpestata dal più sfacciato nepotismo, questa legge però sembra nata già orfana.

La situazione dei lavoratori stranieri, qui in Sinai, non è mai stata regolamentata, anche se leggi in realtà ce n’erano, se non a controllare le assunzioni, almeno a tutela di un sistema fiscale che non brilla certo per coerenza.

E allora via al business dei permessi di lavoro, al pari di ogni altro affare. Continue reading

Le rotatorie a Sharm. Manuale per pochi intimi

Qualche giorno fa ho avuto modo di leggere, su una pubblicazione locale di Sharm el Sheikh, un articolo che mi ha colpito: era intitolato “Le rotatorie di Hadaba”.
Per prima cosa è bene specificare alcuni punti, per meglio comprendere.
Il primo punto riguarda la pubblicazione in questione: un free-press che qui si trova un po’ ovunque, edito in lingua inglese.
Il secondo punto riguarda il bacino di utenza: un pubblico di lettori quasi esclusivamente stranieri, principalmente residenti.
Il terzo punto riguarda la località: “Hadaba”, una zona residenziale di Sharm el Sheikh dove, tradizionalmente, abitano la maggior parte dei residenti stranieri (italiani, inglesi, tedeschi, spagnoli, ecc… e russi, naturalmente, che ormai li trovi ovunque…).

In quel di Hadaba, appunto, sono recentemente state inaugurate ben due rotatorie nuove di zecca! Il “recentemente”, è d’obbligo precisare, si riferisce alla realizzazione delle rotatorie, visto che i lavori stradali, iniziati circa un anno fa per dar vita ad un’opera “faraonica” (il termine è appropriato…) di ben due chilometri (scarsi) di asfaltatura, è ancora da terminare… ma per questo c’è tempo… Continue reading