Artisti di strada: l’ingegneria fai da te

Avete presente la canzone di Lucio Battisti in cui l’interprete guidava a fari spenti nella notte per vedere se è difficile morire?! Beh, sicuramente il nostro cantautore era passato dal Sinai…

Si perchè, se la settimana scorsa ho accennato al nuovo Codice della Strada, questa volta mi accingo ad affrontare un tema assai spinoso e articolato, riguardo una delle attività preferite da queste parti: la “pratica automobilistica”. In senso ampio.

Ovviamente il tutto non si può circoscrivere ad un solo articolo… ma intanto cominciamo a parlarne.

Da una parte abbiamo la normativa, dall’altra le consuetudini, ormai riconosciute come leggi non scritte, che regolano le normali attività quotidiane. E una delle pratiche più appassionanti, qui a sud del Mediterraneo, è senz’altro la guida dei mezzi meccanici.

Sì, mezzi meccanici, e non specificamente automobili, scooter e motociclette, ma tutto ciò che viene spinto da una propulsione a scoppio, desta interesse e sfida nell’animo della popolazione locale.

A metà tra ingegneri meccanici e inventori circensi, riescono a far muovere qualsiasi tipo di mezzo di locomozione che possegga almeno due ruote (i monocicli richiedono una certa coordinazione…), dando una seconda vita a oggetti ormai immobili, pezzi informi di lamiera, pneumatici della consistenza di una “Big Babol”, ferraglie varie e ogni cosa che la loro fervida fantasia possa immaginare in grado di produrre un’azione motoria, diretta o indiretta. Le cose qui finiscono quando non ci sono più!

Beh, per il viaggiatore impegnato nella scoperta di questi luoghi impregnati di storia, forse la cosa passerà inosservata, assimilando ammassi multicolore a vecchie carrette viste spesso nei film sudamericani…. ma non è così.

No, il viaggiatore che vuole veramente scoprire ciò che non trova nelle guide turistiche DEVE (e qui mi tocca esprimere un parere secco) prestare attenzione a queste immortali sculture contemporanee, perchè questa è arte, non semplice raffazzonamento!

Si, un’arte che probabilmente nel tempo è passata dall’esigenza a diventare parte di una cultura, fino addirittura al“vezzo”, ma di vera “arte” si parla…

Qui si guida un po’ di tutto, dicevo, e allora non sarà difficile incontrare Caterpillar variopinti addobbati come alberi di natale transumare con bambini, operai e autostoppisti indigeni, camuffati tra cerchi in lega, lucine intermittenti, predellini colorati, e gli immancabili specchietti di varie forme, a fare bella mostra di sé nel traffico veloce di Sharm el Sheikh. O motociclette “Kawaseki” o “Hondae”, usate a mo’ di stendino per pellicce varie, corna di caprone e un proliferare di fanali da Rally dei Faraoni, svicolare  tra le assolate strade di El Tor.

A guardarle bene, si scopre un universo di meccanica e design da fare impallidire blasonate case del settore: è un mondo fatto di “pezzi unici”, di affascinanti incastri ingegneristici da non immaginare. Ogni mezzo è letteralmente costruito adattando e modificando decine di altri pezzi vagamente simili, coniugando così la funzionalità con l’elemento decorativo…

Questo crogiolo di fantasia, agli occhi del viaggiatore, è sicuramente una “nota di colore” che merita fotografie e videoriprese da album dei ricordi, quelli da sfogliare con gli amici al ritorno a casa. Ma la realtà è che questi oggetti d’arte neogotica devono pure circolare per le strade, portare la gente, frenare quando se ne presenta la necessità, sterzare, insomma, tutte quelle normali azioni di base che sono richieste ad un mezzo per garantire la sicurezza dei passeggeri e di chi vi si presenta sulla traiettoria.

Il nuovo Codice della Strada, mutuando molto dai Paesi del occidentali, impone  l’estintore, il triangolo e perfino il kit di Primo Soccorso a bordo di ogni mezzo. Sicuramente avranno preso in considerazione nuovi parametri per le revisioni…

Buon viaggio a tutti…

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